Il Paper: Can internet searches forecast tourism inflows?

Gli autori:

Concha Artola (Research Department, Banco de España, Madrid, Spain) I Fernando Pinto (Department of Applied Economics, University of Salamanca, Salamanca, Spain) I Pablo de Pedraza García (Amsterdam Institute for Advanced Labour Studies, AIAS, Department of Applied Economics, University of Amsterdam, Amsterdam, the Netherlands AND Departamento de Economía Aplicada, Universidad de Salamanca, Salamanca, Spain)

 

QUAL È L’IDEA CENTRALE?

L’idea centrale è che Google Trend può essere un mezzo semplice, economico ed efficiente per stimare con un breve anticipo o in tempo reale i flussi turistici verso un paese. Si tratterebbe di un’alternativa agli attuali strumenti di analisi dei flussi turistici internazionali utilizzati dalle banche centrali; indagini campionarie basate su interviste che forniscono dati disponibili – in forma provvisoria –  con 2 o 3 mesi di ritardo.

 

COME È STATA RAGGIUNTA QUESTA CONSAPEVOLEZZA?

L’idea nasce dalle esigenze delle Banche Centrali (e di altri enti pubblici) di dotarsi di strumenti di misurazione affidabili, ma anche tempestivi. Da alcuni anni gli uffici studi di questi enti, in collaborazione con le Università, stanno cercando di verificare se l’utilizzo dei BIG DATA possa unire affidabilità e tempestività. Nel caso specifico sono stati confrontati due modelli di stima previsionale dei flussi turistici verso la Spagna da Regno Unito, Francia e Germania. Uno dei due modelli funziona considerando i dati di Google Trend. Il confronto fornisce risultati confortanti, ma non definitivi. In alcuni anni il modello che incorpora i dati di Google Trend stima molto bene il dato effettivo, in altri meno.

 

DI COSA DOVREBBE PREOCCUPARSI IL DESTINATION MANAGER?

[Risponde DMI] Il bisogno di comprendere la realtà attraverso dati affidabili e allo stesso tempo tempestivi è fondamentale sia in sede di programmazione (dati previsionali), sia in sede di valutazione (dati di consuntivo). L’utilizzo dei dati forniti da Google e da altre piattaforme di scambio commerciale nel turismo (ad esempio le OLTA) è una via da esplorare.

 

E ALLORA COSA QUALE È LA TO DO LIST DEL DESTINATION MANAGER?

Primo. Anziché continuare a basare decisioni su dati “censuari” come gli arrivi e le presenze, sarebbe utile avere nel team delle DMO persone che hanno competenze per comprendere le esigenze informative del settore, analizzare e interpretare i dati.

Secondo. Stringere collaborazioni con tutte le piattaforme che in qualche modo possono fornire dati in tempo reale sulle attività turistiche.